Partendo dalla premessa secondo la quale “in questo gioco di fortuna istruzioni e strageia sono immateriali”, Michael Dedonno e Douglas K. Detterman hanno dato vita ad un processo che li ha portati a dimostrare che il poker sia un gioco di abilità. Nella loro ricerca, racconta il sito di poker casinomania.net recentemente pubblicata sul Gambling Law Review, intitolata ‘Poker is Skill’ è possibile ripercorrere le fasi e i risultati di esperimenti tenuti alla Case Western Reserve University, finalizzati appunto a stabilire se sitratta di un gioco di abilità o fortuna.
In ognuno degli studi, a due gruppi di giocatori di poker inesperti venivano insegnate le regole del gioco. Ogni membro del gruppo veniva quindi messo alla prova in partite simulate contro un software chiamato Wilson’s Texas Hold’em. Alla conclusione delle sfide, i due gruppi avevano realizzato risultati statisticamente identici.
Dopo un numero prestabilito di mani, ad uno dei due gruppi di giocatori sono state impartite lezioni di gioco avanzate che insegnavano il valore delle starting hands, l’importanza di fare attenzione allo svilupparsi dell’azione e l’introduzione del concetto di giocare poche mani.
Nel primo studio, il gruppo educato a livello avanzato ha fatto statisticamente molto meglio del gruppo di controllo che pur conoscendo in maniera dettagliata tutte le regole del gioco e vantando la stessa esperienza del primo gruppo, non disponeva di basi tattico-strategiche.
A conclusione del loro studio, DeDonno e Detterman hanno pertanto affermato che “il motivo per il quale il poker viene considerato un gioco di fortuna risiede nel fatto che l’affidabilità di ogni breve sessione è bassa”.

Fonte: http://www.onlinecasinomania.net


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